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Rappresentazione visiva dell'articolo: Oltre la pressione: la resilienza emotiva come competenza chiave per un manager

Autore: Banca Widiba

Data di pubblicazione: 02 marzo 2026

Oltre la pressione: la resilienza emotiva come competenza chiave per un manager

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Quando il lavoro diventa stressante: cosa fare?

L’attività lavorativa, per sua natura, con scadenze ravvicinate e imprevisti che possono sembrare insormontabili, può essere, per molti, causa di stress difficile da gestire.


Lo stress sul lavoro è un fenomeno sempre più diffuso, che spesso viene trascurato con importanti implicazioni sulla performance ma anche sulla vita personale del lavoratore stesso.


Il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH), definisce lo “stress da lavoro correlato” come “un insieme di reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifesta quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore”. In parole semplici, lo stress da lavoro correlato insorge quando si percepisce uno squilibrio tra le richieste del lavoro e le proprie capacità. Questo può avere impatti notevoli a livello fisico, psicologico e sociale.


Lo stress in ambito finanziario

Calando il discorso in ambito finanziario, risulta abbastanza evidente come questo calzi a pennello. Film come “The Wolf of Wall Street” ci mostrano un mondo in cui il livello di adrenalina è altissimo. Chiaramente, nel film, questo settore viene descritto in maniera iperbolica e grottesca, ma ci fa capire molto bene che le professioni che hanno a che fare con la gestione del denaro non possano essere considerate tra le più tranquille praticabili.


Un sondaggio condotto da Deloitte nel 2024 ha rilevato che la percentuale di personale nel Regno Unito che soffre di tutti e tre i principali segni di burnout (esaurimento, calo delle prestazioni e distanziamento mentale dal lavoro) è stata del 17% nel settore finanziario e assicurativo, rispetto a una media del 12% considerando tutti i settori.

Inoltre Deloitte testimonia come una significativa maggioranza dei professionisti del settore dichiari di lavorare regolarmente oltre l’orario e che lo stress legato al lavoro invada spesso la sfera personale, rendendo sempre più difficile mantenere un sano equilibrio tra lavoro e vita privata.


Andando ancora più in profondità e guardando al lavoro del consulente finanziario, è facile rendersi conto che questo possa provocare elevati livelli di stress. Il settore degli investimenti e della pianificazione finanziaria sono un elemento di pressione psicologica per tutti: una “corda di violino” tesa e che si può facilmente spezzare. Le montagne russe dei mercati sono infatti un fattore di stress per chi investe. Ma se a farlo è poi un consulente per conto di qualcun altro, la pressione aumenta esponenzialmente. Il consulente, infatti, deve saper gestire le emozioni di una moltitudine di clienti di fronte agli “scossoni” di mercato. Si tratta di una competenza molto difficile da sviluppare e che può provocare un malessere psicologico nei confronti di chi intraprende questa professione senza aver sviluppato un corretto approccio.


Un’indagine condotta dalla Financial Planning Association, insieme a Janus Henderson e Investopedia conferma la tesi. Secondo lo studio, infatti, anche se gli investitori già sperimentano spesso elevati livelli di stress, per i consulenti finanziari gli effetti sono anche peggiori. Infatti, quando è stato chiesto di esprimere il livello di stress nelle loro vite, il 71% dei consulenti ha sostenuto di sperimentare stress rispetto al 63% degli investitori.


Ma quindi: come non risultare impreparati?

Gli esperti nel settore suggeriscono diverse tecniche per riuscire ad affrontare lo stress da investimento e da lavoro, arrivando quindi preparati per intraprendere la professione di consulente finanziario.


Una prima parola chiave è razionalità: è importante saper razionalizzare il contesto senza far prevalere la parte emotiva. Questo implica, in primis, essere consapevoli delle proprie potenzialità e attingere al passato per riportare alla mente eventi in cui si è saputo affrontare episodi negativi con freddezza. La razionalità poi richiede di saper giocare in anticipo: prevedere quali sono i possibili scenari che possono presentarsi per essere pronti e non farsi cogliere impreparati.


Saper razionalizzare è importante anche per riflettere sul livello di soddisfazione del proprio lavoro e benessere. È importante ascoltare il proprio corpo e fermarsi se si percepiscono dei segnali negativi.

Poi, un'altra tecnica è quella di “vedere il bicchiere mezzo pieno”: quando si presenta uno scenario stressante, la reazione di vederlo come una minaccia al proprio benessere psicofisico può essere sostituita con un diverso mindset. Le sfide infatti possono essere viste come qualcosa di stimolante che, se risolto in maniera efficiente, permette di mettere in luce competenze e professionalità.


E poi, ricordarsi che non siamo soli: parlare con colleghi e team, non trattare lo stress e il malessere come un tabù ma come qualcosa che può essere affrontato insieme può essere d’aiuto nelle situazioni più difficili.


Infine, trovare il corretto bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata: il cosiddetto work-life balance che non deve essere ignorato. Rischiare il burnout non è salutare e nemmeno efficiente: può avere effetti molto negativi sulla performance oltre che nella sfera privata. Infatti con il tentativo di fare tutto e subito, si rischia solo di peggiorare la situazione. Oltre a rischiare di rimetterci in salute finendo così con il rallentamento delle tempistiche.


Quindi per far fronte allo stress da “troppo lavoro” è importante prendersi delle pause anche se apparentemente sembra che allunghino i tempi e pianificare per tempo e in maniera organizzata le proprie attività. Questo per non essere sopraffatti in un secondo momento e per capire quali sono urgenze e priorità e quali sono invece le attività che possono essere rimandate.


Perché non è tutto urgente: l’imprenditore statunitense Jim Rohn ricorda che “la disciplina è il ponte tra obiettivi e risultati".

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